Il lago raccontato dall’Università per Stranieri di Perugia alla 15th WLC

PERUGIA – Aule del Dipartimento di Giurisprudenza gremite per la seconda giornata della Conferenza Mondiale sui Laghi di Perugia – XV World Lake Conference. Sono stati più di cento i relatori durante la mattinata in cui si è discusso non solo di scienza, ecologia, governance, ma anche di arte e cultura.

L’analisi di questi aspetti è stata affrontata da docenti e ricercatori delle due Università perugine nella sessione presieduta dal professor Roberto Fedi, direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università per Stranieri di Perugia e dal professor Massimo Ciavolella, docente di Letterature Comparate dell’Università della California. La discussione ruotava tutta intorno al grande dilemma: come si relaziona l’Uomo con il lago? Come ci si è relazionato nel tempo? “L’intervento dell’uomo sulla natura può essere spiegato solo se troviamo un giusto equilibrio tra il tempo dell’uomo e quello della natura” spiega Regina Lupi, ricercatrice e docente di Storia Moderna dell’Università degli Studi di Perugia.

Una risposta l’ha data il progetto ALLI che ha studiato l’evoluzione della lingua, della cultura e della storia delle popolazioni italiane dei laghi italiani. “Un progetto iniziato tra le barche dei pescatori del nostro lago Trasimeno – spiega il prof. Antonio Batinti, docente di Dialettologia Italiana e direttore scientifico di Voxteca dell’Università per Stranieri di Perugia insieme ad Antonello Lamanna– e che dal 1982 studia dal punto di vista geolinguistico ed etnolinguistico il rapporto uomo-lago.”

Ma come viene raccontato dai giornali il lago? Giovanna Zaganelli, docente di Semiotica della Scrittura  insieme al ricercatore Toni Marino, entrambi della Stranieri, hanno esaminato i quotidiani italiani dal 1980 ad oggi riguardanti il Garda e il Trasimeno e hanno notato che le notizie erano presentate seguendo specifiche modalità semantiche e strategie narrative per costruire precise rappresentazioni del paesaggio lacustre. Giacomo Nencioni, ricercatore di Storia del Cinema sempre della Stranieri, in conclusione, ha presentato il ruolo del lago come location nel cinema contemporaneo, soprattutto nel genere horror.

Nella foto: da destra il dr. Toni Marino, il prof. Antonio Batinti, la prof.ssa Giovanna Zaganelli, il prof. Massimo Ciavolella, il prof. Roberto Fedi,  e il dr. Antonello Lamanna